01/03/2009

La Scrittura Terapeutica

scrittura terapeutica.JPG

 

"La Scrittura è una lunga introspezione, è un viaggio verso le caverne più oscure della coscienza, una lenta meditazione" 

Isabelle Allende

12:01 Scritto da: legriots | Link permanente | Commenti (10) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Ciao carissima,grazie per la risposta superveloce . Mi ha dato tanta energia e mi son detta:

se tante persone scrivono su di noi ,si chiedono tanti perchè sulla malattia chi meglio di noi può

scrivere ? Grazie a te ho ripreso carta e penna : se và in porto sei la madrina ! Avrai però anche

il supplizio di essere la prima lettrice ! Ho cliccato sulla finestrella e ho letto tante cose interessanti.

Sono influenzata perciò chiusa in casa quindi cliccherò anche domani con piacere.

Bacioni a presto.

Scritto da: francesca | 02/03/2009

Per molte donne dopo una diagnosi di tumore al seno si aprono porte e capacità rimaste spesso sopite nella routine di scelte ed abitudini. Ancora vivi nella mia memoria i tanti scritti inviati insieme ai questionari sulla qualità della vita, parte di un progetto di ricerca sul follow-up del tumore al seno.

Un evento improvviso, come la malattia, porta a riflettere sulla propria vita e necessita di tante nuove energie per affrontare le numerose tappe. In queste tappe di confrontano idee, si conoscono nuovi orizzonti e obiettivi e si incontrano nuove speranze e persone.

L’esperienza presentata in questo sito è un esempio lucente di una reazione vivace.

Paola Mosconi

Ricercatore dell’Istituto Mario Negri, Milano

Scritto da: paola | 02/03/2009

Cara Sonia:

Ho visto un po del tuo sitio, appena di pocchi giorni che ho Internet con quello che noi chiamiamo Banda Ancha (fast speed). Non ho visto ne letto tutto sul tuo sitio, ma mi ha piacciuto molto!!
Per adesso ti mando un baccione e tanti salutti per tutti.

Liliana

Scritto da: liliana | 02/03/2009

Ciao carissima, sono entrata nel tuo sito ma devo fare delle cose lunghissime di cui non sono tanto pratica ! ! ! Ti scriverò messaggi ! ! Poi scriverò qualcosa e la porterò direttamente io quando verrò a Milano a Marzo.
Ho scritto :"spesso esco a passeggiare da sola e penso , ripenso a questi ultimi due anni ,alla malattia ,a tutto il percorso che ho fatto e penso a tutti i segni interiori ed esteriori che sono rimasti . Mi meraviglio sempre della cosa più importante che mi è rimasta che è la CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE VIVA ! ! Prima pensavo a come poteva essere il futuro ,adesso penso solo al presente e a quanto è importante vivere e cogliere ogni attimo ! !" Carissima sono sicura che condividi questi pensieri . Un bacio

Scritto da: francesca | 02/03/2009

Gentile Sonia,

Grazie per avermi cercato per questa opportunità.

Mi si chiede un compito arduo: una mia riflessione.

Uhm… Difficile poter riflettere. Tutta una vita piena di sensi e molto intensa ti si condensa davanti in immagini, parole poesie.

Tutto gira, ruota, viaggia, difficile riflettere.

Tutti abbiamo bisogno di calma, tranquillità, comprensione, ma la vita è frenesia, a volte follia, l’unico contatto è il passare del tempo, inesorabile, immodificabile ed è una, la domanda che ci poniamo, costante, continua:

Ce la facciamo a realizzare ciò che desideriamo? In un modo dove tutto ci soffoca, ci opprime, non ci lascai librare in alto.



Ecco,

Queste sono le riflessioni che ho avuto guardando il suo viaggio nella vita.

Grazie per questa opportunità.

Un caro saluto

Alberto Laffranchi

Scritto da: alberto | 02/03/2009

la scrittura diventa ogni volta un incontro con un amante, una via di salvezza e una via di rigenerazione. L'autobiografia e l'analisi hanno portato alla luce i detriti della mia storia perche' hanno pescato a fondo e hanno ricucito una ferita da lungo tempo aperta. Ora mi hanno permesso di ridisegnare la mia nuova immagine e con lei mi sento rigenerata. La fine del sogno d'amore non e' piu' un ostacolo, ma uno strumento per rinascere. Tutto nasce, muore e rinasce! Sta a noi la nostra scelta, scrivere, entrare in analisi ci permette di vivere scegliendo ed e' la liberta' di scegliere che ci permette continuamente di crescere e di cambiare tutto. Ciao Sonia da Rita Macchi

Scritto da: rita | 02/03/2009

1) Scrivere significa dare voce alle tante anime che abitano in noi, che vivono con noi ma che solitamente non hanno la possibilità di esprimersi, se non in un risultato finale complessivo che è il nostro modo di essere.
Scrivendo consentiamo loro, attrici fondamentali della nostra storia di persone, di emergere, di farsi riconoscere, di svelarsi.
E, scrivendo, consentiamo a noi stessi di stupircene, di scoprire inaspettate dimensioni che popolano il nostro mondo soggettivo e di accoglierle, nello specifico carattere di ciascuna e, non di rado, nelle loro stupende contraddizioni.

“Il mio sapere è ciò che io sono, è come io esisto, è come io lo racconto agli altri. Il mio sapere assomiglia a me”.
[Donata Fabbri, Narrare il conoscere, in C. Kaneklin, G. Scaratti (a cura di), Formazione e narrazione, Raffaello Cortina Editore, Milano 1998, p. 7].

“[…] gli eventi prendono forma ed esistono non solo nella dimensione dell’oggettività ma anche nella dimensione della soggettività, attraverso l’attribuzione di senso da parte di chi li vive, la loro interpretazione, la loro narrazione”.
[Donata Fabbri, op. cit., p. 12].

“La necessità di guardarsi per potersi raccontare agli altri in modo a essi intelligibile permette di scoprire cose nuove su di sé”.
[Citazione d’esordio (a nome “Chiara”) del saggio di Laura Formenti Mi presento: dimmi chi sono, in Formazione e narrazione, cit., p. 65].

2) Scrivere, più che creare in senso stretto, è un po’ come donare la vita a qualcuno destinato a diventare altro da noi. Personaggi, pensieri, concetti nascono nella mia mente come suggestioni, principi di idee non ancora definite.
Ricerche, organizzazioni mentali, creazione di interconnessioni sono una sorta di gestazione che permette alle idee di prendere forma e di crescere dentro di me fino a uno stadio in cui sembrano mature. E qui, eccolo, il famoso momento del “foglio bianco”, con quel senso di interrogativo misto a timore che puntualmente si presenta.
Ma questo è anche il momento in cui, convinta dalle mie idee o dai miei personaggi, a me ancora un po’ sconosciuti e tuttavia, a “sentir” loro, ormai pronti a vivere, con fiducia provo ad iniziare. E loro, sempre, escono, si presentano, si mostrano come personalità autonome, che permettono alla mia penna di scrivere solo se si riconoscono in ciò che di loro scrive. Sono loro a raccontare la propria storia, a tenermi incollata al foglio per sapere io stessa, mentre la scrivo, come sarà.

Scritto da: anna | 02/03/2009

ciao Sonia, sai girellare nel tuo sito mi ha fatto ripensare a quanto sono stata fortunata..ho avuto il cancro due anni fa, sono stata operata il 6 ottobre del 2006 e ho vissuto questa cosa prima con terrore poi, dal momento dell'intervento quasi con incoscienza. E' forse questa la fortuna di cui parlo? L'incoscienza e poi si può essere veramente incoscienti? Io vivo serena, mi dico spesso "è passata sono guarita" addirittura ci sono giorni in cui proprio non penso a quel che mi è successo (non so se sia un bene o un male mami viene così..) e mi sento una persona incosciente e normale. Ma poi ci sono giorni in cui rivivo..con il ricordo e allora mi rendo conto che se penso ai miei giorni normali è perchè normali non sono, hanno qualcosa di speciale: ci sono! Li posso vivere, godere attimo per attimo e forse questa è la mia fortuna..io so di averli e so cosa vuol dire continuare a vivere mentre altri si fanno passare la vita addosso senza afferare nulla..
Ecco, per assurdo (ne avrei fatto volentieri a meno) il cancro sconfitto mi ha fatto godere di più la vita!
Io sono una musicista, una cantante e quando con i miei colleghi del coro salgo sul palcoscenico della Scala io penso di essere la più fortunata di tutti perchè io so quello che avrei potuto perdere..
mi piacerebbe essere d'aiuto a qualche altra donna, magari con la mia musica. noi ci siamo incontrate lo scorso anno quando per il mio amico Bruno Andreoni ho cantato allo IEO. Quest'anno aihmè, per impegni di lavoro, non ho potuto rispondere al suo invito. Sono in debito con lui, con Viviana Galimberti e con tutta quella struttura che mi ha fatto vivere ancora rendendomi più bella.
ti saluto
Simona

Scritto da: simona | 02/03/2009

sono rimasta positivamente colpita, pensavo di aver fatto qualcosa di originale scrivendo un libro autobiografico sulla mia esperienza di malattia (ma è principalmente una storia d'amore) finito due giorni fa, sto contattando le case editrici perché vorrei diventare una scrittrice... e ora... scopro che era una terapia... hai consigli per me?

Scritto da: Marina | 11/09/2010

Cara Marina
grazie per avermi scritto e mi poni una domanda veramente difficile...anche perchè ho impiegato esattamente dodici anni per riuscire a pubblicare seriamente con una casa editrice interessata ai temi del mio libro. Non è così semplice e posso dirti che mi sono armata di sana pazienza e di grande determinazione perchè ho pubblicato prima di questo sei libri con piccoli editori di cui ho perso le tracce e che non potevano appoggiarmi...il campo dell'editoria è veramente difficile...finchè ho trovato una cara donna che ha preso a cuore il mio lavoro e che è diventata il mio agente letterario. Ti lascio il mio indirizzo di posta così potrai scrivermi: sonia.scarpante@fastwebnet.it www.soniascarpante.it Il libro che ho appena pubblicato ha per titolo: " Non avere paura. Conoscersi per Curarsi" Ed. San Paolo. E devo dire che mi sta dando già ottime gratificazioni. Sono contenta. Dopo duro lavoro finalmente un bellissimo traguardo, adesso si deve continuare a crescere...Ti abbraccio e sì la scrittura per me è stata veramente terapeutica...Sonia

Scritto da: Sonia | 12/09/2010

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